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Il primo Magazine undergroundo sulla musica elettronica
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RAVE / TECHNO / EXTASY STORY
Storia - Rave party I rave party nascono verso la fine degli anni '80 in Inghilterra come feste illegali, trasgredendo le leggi vigenti le quali fissano orari obbligatori per la chiusura dei locali e la somministrazione di bevande alcoliche. Queste feste iniziavano a mezzanotte e duravano fino all'alba, e solo pochi veri appassionati di musica disco (per lo più dj e assidui frequentatori di discoteche) venivano avvisati mediante un passaparola. Poco dopo, alla trasgressione si unisce altra trasgressione, gli after-hours: feste che incominciavano quando terminavano i rave party. Spesso capitava che i ragazzi partecipavano sia ai rave che agli afterhours, ballando da mezzanotte fino a mezzogiorno ininterrottamente, cio' li portava ad assumere sostanze eccitanti come extasi, anfetamine e cocaina. Il miglior rave party Hardcore del momento è sicuramente il Mystery land. Anche in Italia si organizzarono i primi rave party, anche se non hanno mai assunto le dimensioni di quelli organizzati all'estero e quasi sempre organizzati in modo legale in discoteche o spaziosi locali. Anche oggi il fenomeno rave continua a esistere, spesso il passaparola non basta più, e internet e' il mezzo ideale per poter pubblicizzare questi avvenimenti. Spesso ai rave party partecipano numerosi dj di fama internazionale, pertanto è sicuramente un avvenimento da non perdere, oltre che per l'aggregazione di numerose masse di persone, anche per la notevole qualità musicale. (DA gABBERpLANET) L'ECSTASY
ED IL RAVE Un approfondimento
particolare lo merita l'Ecstasy, sostanza stimolante di origine sintetica da
circa un ventennio presente negli stili del consumo giovanile di droga in
Italia, dove è stata dichiarata illegale nel 1988.
L'Ecstasy o MDMA (3,4
metilenediossimetamfetamina) ha una storia articolata: sintetizzata per la prima
volta nel 1912 dai laboratori Merk in Germania e somministrata durante la prima
guerra mondiale ai soldati per ridurne l'appetito e l'astenia, e per aumentare
la resistenza fisica, verso la metà degli anni 50 venne ancora sperimentata
dalle Forze Armate USA come composto potenzialmente psicotossico. Alla fine degli anni 60 si
è cominciato invece a documentarne la diffusione nell'uso ricreazionale della
West-Coast (U.S.A), affermatosi successivamente in Europa attraverso la pratica
dei raves, feste che si svolgevano soprattutto a Ibiza e a Londra e nelle quali
i partecipanti erano soliti ballare al ritmo martellante e incalzante della
musica techno, sostenendosi con il consumo di sostanze sintetiche stimolanti per
riuscire a mantenere ritmi di movimento così frenetici per tutta la notte. Come fenomeno di massa il
rave si è reso osservabile dapprima in Inghilterra e poi in tutta Europa
caratterizzandosi, inizialmente per la scelta di essere out, fuori dai locali e
dai circuiti ufficiali (i posti prescelti potevano essere capannoni in disuso,
boschi, stabili disabitati), per il tipo di musica, per l'esaltazione del
divertimento che doveva essere il più libero, disinibito, intenso, e protratto
possibile. La maggior parte dei ravers utilizza sostanze per raggiungere più
velocemente uno stato di trance, ma quella preferita è l'ecstasy per il suo
effetto euforizzante che amplifica il coinvolgimento già prodotto dalla musica
techno e dalle luci stroboscopiche, producendo un rituale di enorme fascino nel
quale ogni soggetto vive una esperienza di grande empatia con l'ambiente e con
chi gli sta attorno. I ravers non considerano l'ectsasy dannosa, a meno che non
se ne abusi: parlano tra loro delle pastiglie, degli effetti sperimentati e
sperimentabili, pubblicizzandone il consumo attraverso il passaparola. Non si
considerano drogati, né hanno l'intenzione di commettere atti devianti: vivono
con grande intensità l'esperienza dei rave e considerano come veri e propri
pregiudizi culturali tutti i divieti imposti dalla legge. Il rave ed il consumo di
ecstasy hanno a che fare con il divertimento, sino a simbolizzare il diritto al
piacere privo di limiti temporali: l'obiettivo condiviso dai ravers è infatti
quello di abolire il sonno e la fatica per sfruttare al meglio tutto il tempo
libero. Nascono in questo modo gli after hours, discoteche aperte dal primo
mattino fino all'ora di pranzo, e pub che diventano luoghi di ritrovo di coloro
che escono da rave party o da serate di tendenza. L'adolescente che
frequenta i rave di solito è un ragazzo integrato socialmente, che assume
sostanze con la convinzione che gli sarà possibile utilizzarle nelle
combinazioni e nelle dosi che gli consentiranno di riprendere il lunedì mattina
la normale attività scolastica o lavorativa, e scegliendole per gli effetti
limitati ai soli momenti di divertimento prescelti. Il rito del rave prevede
diversi passaggi: può essere realizzato in luoghi insoliti e impraticabili
attraverso una fase preparatoria, sovente circondata da un alone di mistero. Gli
stessi inviti hanno loghi e disegni sempre diversi e passano da persona a
persona, di mano in mano. Prima del party si contattano le persone con cui
andare, si organizzano gli appuntamenti, si dorme o ci si riposa, ci si ritrova
e si comincia insieme il viaggio, condividendo l'aspettativa di fare festa, di
fondersi in una massa di persone portatrici delle medesime attese. Durante il rave ci si
immerge in un contesto organizzato in modo tale da sovraccaricare di stimoli
sensoriali l'apparato percettivo. Tutto appare accellerato, ogni cosa è
strutturata per rispondere al desiderio di vivere emozioni allo stato puro:
giochi di luci, proiezione di immagini di modernità e di rottura, un flusso
sonoro giocato soprattutto sul ritmo, che consente un ballo semplice, libero,
sfrenato da proseguirsi fino allo sfinimento. In uno stato alterato di coscienza
si raggiunge la sensazione di completo benessere e di perfetta armonia con il
proprio corpo e con l'ambiente. Infine si impone la fase di uscita dal trance,
il ritorno allo stato normale di coscienza, che può essere semplice, ma che può
anche essere vissuta in modo penoso e drammatico. Per facilitare il processo
di recupero psico-fisico il mercato sia legale che illegale ha così realizzato
nuovi prodotti: tra i più usati, le bevande energetiche chiamate smart drinks,
smart drugs, che possono contenere varie quantità di caffeina, guaranà,
vitamine, aminoacidi ramificati, taurina, efedrina, o altri stimolanti. Alcuni sondaggi condotti
tra i ragazzi tratteggiano questo ritratto del consumatore abituale di ecstasy:
età media 22 anni, formazione scolastica limitata (tra i laureati è più
frequente la sperimentazione, ma non l'uso continuativo), lavora come
dipendente, è soddisfatto dei rapporti con i familiari, ha delle difficoltà
nei rapporti con i coetanei. Ha provato l'ecstasy per la prima volta a 15 anni,
ed è più frequente che siano i maschi a continuare rispetto alle femmine, le
quali in misura maggiore rispetto ai coetanei maschi, possono decidere di
smettere o di mantenere un consumo solo occasionale. L'ecstasy viene assunta
dalla maggior parte dei consumatori in modo non continuativo; quasi sempre la si
prende in gruppo, ma non necessariamente solo nelle discoteche e nel week end.
Occorre tuttavia ricordare che gli effetti di questa sostanza sono soggettivi e
risentono molto dell'ambiente in cui viene assunta. L'ecstasy ha una doppia
azione a livello psichico: agisce come stimolante e psichedelico. E' definita
"entactogena" cioè facilitante il contatto con il proprio mondo
interno, generatore di nuove sensazioni e vissuti. Sotto l'effetto dell'ecstasy
i ragazzi riferiscono di sentirsi positivi, ben funzionanti, armoniosi, come se
fossero innamorati, tutto appare più bello, e vengono descritti inoltre una
sensazione di giustezza universale, pace e gioia diffuse per cui il quotidiano
si trasforma in una dimensione affascinante. Gli altri vengono percepiti come più
disponibili verso di sé, come se ci fosse una sorta di alone amicale che
pervade tutte le persone che in quel momento sono sotto l'effetto dell'ecstasy;
si prova sintonia con l'altro, rimozione delle barriere emotive e comunicative,
facilità di parola, intensificazione delle percezioni sensoriali, ci si sente
bene con il proprio corpo, sinuosi, sensuali negli atteggiamenti, più sinceri,
disposti a confessarsi con chiunque, senza imbarazzo o vergogna. I consumatori di ecstasy
si possono suddividere grossolanamente in due gruppi: alcuni si riconoscono in
una ideologia alternativa e anticapitalista, e vivono l'ecstasy come strumento
per ritrovare una dimensione di pace e di fraternità, un migliore contatto con
se stessi. Non mancano, specie negli U.S.A., gruppi di sperimentatori motivati
da finalità scientifiche o ideologiche, anche se la maggior parte dei ragazzi
tende invece semplicemente a imitare i primi, usando alcuni slogan a
giustificazione dei loro comportamenti. Altri usano invece
l'ecstasy per esprimere con maggiore naturalezza tensioni competitive e
aggressive. All'interno di questo contesto gruppale prevalgono particolari
dinamiche relazionali basate sull'idea della sfida e del rischio: "solo i
migliori ce la fanno e gli altri possono anche perdersi; è una selezione
naturale", diceva un ragazzo descrivendo il desiderio, sostenuto dal
consumo di ecstasy, di mettersi alla prova in situazioni di pericolosità
estrema, per vedere fino a dove si può arrivare. La rissa è spesso cercata
anche per motivi fittizi, con motivazioni superficiali tipo "hai una brutta
faccia, non mi piaci", e intesa come espressione di vitalità perché
consente una scarica della aggressività, e la possibilità di sperimentare la
propria forza per esercitare il "diritto" al dominio, e alla
supremazia. Le ricerche effettuate
evidenziano alcune delle motivazioni più frequenti alla reiterazione della
esperienza di assunzione di ecstasy: un umore tendenzialmente depresso con una
alta aggressività latente; la ricerca di novità o di gratificazioni; il
desiderio di essere immediatamente accettato e di ritrovare un clima di
fratellanza con tutte le persone; la possibilità di incontrare persone
dell'altro sesso sentendosi più sciolti e sapendo di trovare una maggiore
disponibilità; la voglia di divertirsi e ballare il più a lungo possibile e
meglio possibile, anche per essere notati, ammirati. Nel corso del rave il
consumatore di ecstasy è spinto da diversi fattori ad assumerne anche dosi
consistenti: è noto, ad esempio, che il mercato illegale ha provveduto a
diminuire la quantità dei principi attivi presenti in ciascuna pasticca per far
sì che i ragazzi ne acquistino un numero maggiore per riuscire sia a potenziare
che a protrarre l'effetto; per lo stesso motivo i ragazzi possono essere portati
ad utilizzare diverse sostanze in combinazione tra di loro (cannabis + ecstasy;
ecstasy + alcol, o inalanti, o psicofarmaci) nel tentativo di risolvere gli
inconvenienti che derivano dal precedente uso di droghe, e cioè la spossatezza,
il calo del tono dell'umore, un brutto "viaggio" successivo all'uso di
acidi. NOTE
STORICHE - Prima guerra mondiale: La MDMA viene somministrata ai soldati per combattere la fame; - Fine anni '60: diffusione dell'uso ricreazionale nella west coast (California, USA) - Fine anni '70: La MDMA viene prescritta, da parte di alcuni psichiatri californiani, a pazienti in psicoterapia con difficoltà di verbalizzazione; - Inizio anni '80: i primi studi di farmacologia animale evidenziano la neurotossicità dell'MDMA; 1985: La DEA (drug enfor- cement administration) degli USA vieta la prescrizione e l'utilizzo dell'ecstasy ; - 1990:viene fissata la "dose media giornaliera"dell'MDMA in Italia: 50 mg.
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